Sono 40 milioni gli atleti agonisti e oltre 300 milioni quelli amatoriali, numeri che rendono il tennis da tavolo o anche conosciuto come ping pong, lo sport più diffuso al livello planetario. Un'attività praticata al chiuso e all'aperto, coinvolgendo i soggetti di tutte le età e che può essere facilmente imparata e giocata.

 

Come è nato il ping pong? E come si è diffuso? In questa guida andremo ad analizzare le sue origini e come nei suoi 140 anni di storia, il tennis da tavolo abbia raggiunto tutti i continenti del mondo, continuando ad appassionare adulti, giovani e bambini.

 

Com'è nato il ping pong?


È il 1884 quando in Inghilterra, compare per la prima volata il termine tennis da tavolo come un gioco sponsorizzato dalla ditta F.H. Ayres specializzata in articolai sportivi, considerato una forma di adattamento al tennis da prato Francese, divenuto molto popolare dal 1880 in Francia, Germania e Gran Bretagna.

 

Il tennis da tavolo si sviluppa quindi come un'attività ludica, da fare al chiuso durante l'inverno e all'aperto nelle belle giornate, molto diffusa nei salotti dell'aristocratica al fine di trascorrere le lunghe giornate in società. Veniva praticato originariamente su un tavolo diviso da una asse di legno e con una pallina di gomma, che veniva colpita per mezzo di due racchette in corda, riprendendo lo stile del tennis originale.

 

La prima registrazione del marchio avvenne un anno dopo, nel 1885, da un certo James Devonshire che oggi viene considerato come il suo inventore. Negli anni successivi si comprese ben presto le possibilità commerciali di questo gioco con la creazione dei primi kit di table tennis, come quello del 1891, realizzato dalla Jaques of London di John Jaques, azienda specializzata in giochi. Questa versione da tavolo prese il nome di Gossima Game e prevedeva due tamburelli in legno, una rete alta 30 cm e una pallina in sughero che veniva ricoperta in stoffa.

 

Contrariamente a quanto si pensa, anche se vi fu una certa attenzione del pubblico, il tennis da tavolo non fu subito un successo, soprattutto a causa degli strumenti che venivano utilizzati.

 

Infatti, le racchette in corda non permettevano un controllo del movimento e inoltre la pallina in gomma aveva dei rimbalzi troppo accentuati, mentre quella in sughero provocava dei movimenti irregolari.

 

La svolta del tennis da tavolo si ha grazie a un'altra grande invenzione della fine dell'800 ovvero quello della plastica. Un ingegnere inglese un certo James Jibbs, prese spunto da un gioco per bambini in cui si utilizzavano le palle in cellulosa e sperimentò la prima versione di pallina anche nel tennis da tavolo. Il cambiamento fu enorme ma la pallina era ancora troppo piccola dato che misurava circa 2 cm di diametro, un valore molto ridotto rispetto a quello di oggi che raggiunge i 40 mm.

 

Il primo passo verso la versione moderna del ping pong si ebbe agli inizi del 1900 quando la ditta Jaques di Londra, portò un cambiamento radicale negli strumenti necessari per giocare. In primo luogo venne utilizzata la pallina in celluloide, al posto di quella in sughero e tela, e nel 1903 furono cambiati i tamburelli, sostituendoli con racchette in legno ricoperte da una gomma puntinata inventate da E.C. Goode nel 1902.

 

Inoltre, si aggiunsero i primi tavoli in legno specifici con la possibilità di essere ripiegati e adattati a tutte le tipologie di spazi. Anche il nome fu cambiato rispecchiando il suono che la pallina produceva colpendo la superficie del tavolo e quella della racchetta: nasce così il termine ping pong, marchio che venne registrato.

 

Questi cambiamenti resero il gioco più semplice e soprattutto praticabile da un maggior numero di persone, stimolando la sua diffusione nel mondo, basta considerare che già dal 1900 il ping pong, registrato dalla ditta J. Jacques & Son, sbarcò negli Stati Uniti.

 

Negli anni seguenti, furono diverse le versioni del gioco del ping pong conosciute con altrettanti nomi, da Gossima a Table Tennis, da Indoor Tennis a Royal Game e ognuna con una serie di regole. Solo nel 1922 alla fine, le due associazioni principali quella del Ping Pong e del Table Tennis si riunirono stabilendo di uniformarle per permettere a tutti gli appassionati di questa attività di praticarla e di sfidarsi.

Il ping pong diventa uno sport: la diffusione in Europa e nel mondo

Nel 1926 venne fondata la prima Federazione Internazionale di Tennis da Tavolo, conosciuta con l'acronimo I.T.T.F. in occasione dei primi campionati Europei e del primo campionato mondiale che si tenne a Londra, in cui parteciparono Austria, Germania, Svezia, Italia e Danimarca, ma anche alcuni atleti asiatici.

 

Grazie alla sua enorme diffusione, si continuarono ad evolvere le regole, per esempio nel 1928 venne introdotto il punteggio a 21, e anche gli strumenti che venivano utilizzati. In particolare le superfici dei tavoli iniziarono ad essere costruite non in semplice legno, ma in materiale composito che aumentasse la velocità di rimbalzo della palla. Inoltre nel 1951 venne introdotta una nuova versione di racchetta, quella conosciuta come sandwich, composta da una serie di strati in gomma che non solo velocizzava il gioco, ma permetteva un maggior controllo nell'esecuzione dei movimenti, offrendo ai giocatori di sviluppare strategie diverse.

 

Il ping pong negli anni successivi alla seconda guerra mondiale diventa un gioco diffuso in tutto il mondo. In Italia fu considerato come disciplina sportiva nel 1945, riunendo gli atleti nell'ente denominato Gruppo Italiano Tennistavolo, collegato alla FIT, la Federazione Italiana Tennis, e nel 1960 trasformato in una federazione indipendente. In Germania, Svezia e Francia si svilupparono scuole con un numero molto ampio di praticanti, ancora oggi importanti, così come in Russia e nei Paesi dell'est.

 

Nel 1954 Mao Tse Tung decise di rendere il tennis da tavolo sport nazionale per la Cina, contribuendo a dare impulso a questa attività nel mondo orientale. La data del 1959, è significativa, con la prima vittoria di un cinese, Rong Guotuan, che vinse la medaglia d'oro al campionato mondiale, segnando l'inizio di una netta supremazia in questo sport da parte degli asiatici. Ancora oggi la Cina, è il paese con la maggior numero di praticanti al mondo, seguita dal Giappone e dalla Corea.

 

La diffusione in Asia del ping pong determinò anche una contrapposizione di diverse tipologie di stili e tecniche di gioco che porteranno alla formazione di due scuole di pensiero con sistemi differenti soprattutto nell'utilizzo della racchetta, influenzando negli anni successivi la diffusione di questo sport. In particolare da un lato vi era l'idea occidentale di un'impugnatura a tre dita, con il pollice da un posizionato da una parte della racchetta e l'indice e il medio dal lato opposto.

 

Dall'altro l'impugnatura orientale era caratterizzata dalla tipica posizione a "penna" riproponendo quella utilizzata durante l'operazione di scrittura, considerata come elemento distintivo di tutti i giocatori asiatici. Solo negli anni '80 si ebbe una forma di equiparazione delle scuole, con l'adattamento dell'impugnatura occidentale molto vantaggiosa sia per strategie di attacco e difesa.

 

Infine, a contribuire alla diffusione di questo sport vi fu ovviamente anche la guerra fredda e la contrapposizione tra gli Stati Uniti e il blocco Russo-Cinese. Infatti, nel 1970 il ping pong divenne il primo sport grazie al quale degli atleti americani ebbero la possibilità di accedere al territorio cinese suscitando l'interesse del pubblico mondiale.

 

 

La pratica del ping pong oggi: dalle olimpiadi ai campionati moderni


Nel 1988 il Ping Pong è stato introdotto negli sport olimpici, sottolineando la sua enorme diffusione grazie anche a un numero impressionante di federazione che rappresentano i diversi praticanti.

 

La I.T.T.F originaria, che prevedeva le federazioni di Gran Bretagna, Austria, Danimarca, India, Svezia e Ungheria oggi è composta da più di 226 Paesi con le rispettive federazioni raggruppati in una serie di organizzazioni.

 

In Europa vi sono 58 enti sotto la European Table Tennis, in Africa 51, in Asia 41 organizzati nell'Asian Table Tennis Union con il maggior numero di atleti al mondo. Per completare il quadro delle federazioni, in America latina ne sono presenti 40, negli Stati Uniti e in Canda 4 e infine in

Oceania 24 enti rappresentativi.

 

Ogni anno i campionati mondiali prevedono un'affluenza sempre maggiore di atleti agonisti e un pubblico folto che partecipa direttamente alle competizioni e grazie alla rinomanza di questo sport, ha la possibilità di vivere le partite anche in diretta TV.

 

Basta considerare che per rendere più semplice la visione del gioco, nel 2000 la pallina è stata portata dai 38 mm a ben 40 mm in modo da rallentare il gioco e permettere al pubblico da casa di seguire i singoli punti.